• Covid19


    Io vivo grazie a quello che voi non vivete.

    Io sono tra voi, non mi vedete ma vedete quello che mi porto via.

    Io sto drenando la linfa vitale delle vostre città,
    come un albero a cui lentamente vengono essiccati gli anelli
    nello stesso modo le strade vanno prosciugandosi di vita.
    Si stanno aprendo gli spazi, si sta creando il vuoto qua fuori
    così come anche dentro di voi
    si sta infiltrando il vuoto, il vuoto della paura.

    Io sono il dubbio dell ignoto, il timore della normalità,
    l'incertezza di ciò che sapevate, o credevate, essere certo.
    Gli abbracci, l'affetto, la spontaneità verso il prossimo,
    il tendere la mano ad altri umani, vostri simili,
    alla ricerca del contatto e della condivisione.
    Quella è la vostra natura ed in quella io mi nascondo,
    in quella io vi minaccio, voi chiudete gli occhi,
    li riaprite e non sapete più quale sia la realtà e quale la fantasia,
    non sapete se vi terrorizza di più ciò che sta già accadendo là fuori
    o la prospettiva di ciò che ancora deve accadere.
    Perché questo sono io, voi non mi vedete ed avete paura
    e fate bene ad averla perché io, a differenza vostra, vedo tutto.
    Vedo i volti che si girano dall'altra parte per timore di essere contagiati
    anche solo con uno sguardo, quello stesso sguardo
    che si impaurisce persino ad andare verso l'orizzonte.
    Vi vedo arretrare e lasciarmi il mondo
    e fate bene perché è proprio nei passi avanti che voi fate
    che io vi vengo a prendere,
    più vi abbracciate, più vi baciate,
    più vi scambiate coccole ed effusioni e più mi date opportunità.

    Voi non vedete quello che vedo io
    quando sono nei corpi dentro ai quali dormo e mi risveglio,
    voi non vedete l'ansia, l'incertezza, la disperazione,
    non vedete dove mi portano certi individui
    del tutto ignari di avermi come passeggero occasionale,
    mi portano nei bar, nei locali, alle fiere di paese,
    nelle case dei loro parenti e amici, dovunque.

    Ovviamente anche nelle ambulanze mi portano
    e da lì all'interno degli ospedali,
    vedo i neon sul soffitto delle corsie che mi passa sopra veloce
    e vedo il tubo dentro al quale mi rinchiudono sperando di cacciarmi via.

    Voi non vedete quello che vedo io,
    non vedete le facce dei dottori, delle dottoresse,
    degli infermieri e delle infermiere chini sopra di me,
    voi non li vedete, non potete vederli mentre continuano ininterrottamente
    il loro lavoro non arretrando di un solo passo.
    Non esitano un solo minuto mentre vanno oltre una stanchezza abnorme
    che non pensavano nemmeno fosse possibile conoscere,
    mentre formano un cordone di vita intorno alla persona
    che io abito e provano ad infondergli la forza di resistere.

    Voi non vedete quello che vedo io.

    Pensavo fosse più facile però, siete tenaci,
    devo riconoscervelo, quando vi ho visto uscire,
    fregarvene e sottovalutarmi ho pensato: "È fatta!"
    Poi però ho incontrato loro, questo esercito vestito di bianco
    di cui vedo solamente gli occhi, fessure di forza e volontà
    che mi sfidano e che vogliono spingermi via.

    Voi non vedete quello che vedo io
    ed è proprio per questo che vi odio,
    ciò che vedrete voi io non lo vedrò mai.
    Il giorno in cui tornerete a corrervi incontro per abbracciarvi,
    il giorno in cui incontrerete da qualche parte
    queste persone vestite di bianco e le vostre lacrime diranno loro il grazie
    che le vostre labbra non riusciranno a pronunciare,
    voi lo vedrete.
    Vedrete cosa sarà per voi, per esempio,
    tornare allo stadio a gridare come bambini
    e a saltarvi addosso di gioia per un gol della vostra squadra del cuore.
    Io non ci sarò e non potrò vedere quando
    vi incontrerete al bar a ridere e a scherzare,
    ad abbracciarvi, a darvi pacche sulle spalle e ad offrirvi il caffè,
    io non vedrò l'amicizia che voi vivrete,
    ciò che voi vedrete...
    io non lo vedrò mai.
    Vi sentirete liberi di tornare ad essere fratelli,
    ad emozionarvi, ad abbracciarvi per le strade,
    le strette di mano, mani che si stringono, che si tengono,
    che si sorreggono e che insieme si rialzano,
    torneranno tutte queste cose ed io non ci sarò più,
    tornerà tutto quello che adesso non vi potete più dare.

    Eppure anche adesso ve le potreste dare tutte queste cose,
    potreste farlo senza che io vi veda, i vostri gesti,
    la vostra umanità, strette di mano virtuali come quella
    che potete dare a tutti gli ospedali e le strutture sanitarie
    del territorio lombardo e delle zone da me più colpite.
    Perché certe mani vanno strette, anche adesso
    che non si può, fatelo, anche solo idealmente ma fatelo.

    E state tranquilli che arriverà il giorno in cui
    vi stringerete la mano per davvero, vi abbraccerete e vi direte:
    "Come stai?" anche se in realtà vi starete dicendo l'un
    l'altro: "Ti voglio bene".

    Voi lo vedrete quel giorno che io non vedrò mai
    perché io sono il Virus e quel giorno non ci sarò,
    voi invece CI SARETE!!!

    « Sogno....

  • Commentaires

    3
    Jeudi 23 Juillet à 16:52

    MERCI DE TA VISITE J'ESPERE QUE TOUT VA BIEN POUR TOI BISOUS AMICALEMENT LUCILYNE

    2
    Jeudi 23 Juillet à 16:50

    MERCI DE TA VISITE J'ESPERE QUE TOUT VA BIEN POUR TOI AMICALEMENT LUCILYNE

    1
    Monica-breiz
    Mardi 31 Mars à 19:43
    Pensees pour tous en Italie , un pays que j aime bien
    Contente de voir que tu ailles bien
    Prens soin de toi
    Amities
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